Che cosa è cambiato nell’esame AP Italian Language and Culture?

Mario Costa (10 Feb 2012)
Che cosa è cambiato nell’esame AP Italian Language and Culture? Quali sono le novità più rilevanti? E soprattutto cosa devono cambiare gli insegnanti nell’articolare il programma che dovrebbe portare all’esame di maggio? Questo e altri quesiti son stati posti dalle Professoresse Bruna Petrarca Boyle e da Beth Bartolini-Salimbeni nel corso di formazione tenuto nella giornata dedicata agli esami AP di lingue straniere al convegno ACTFL, svoltosi a Denver lo scorso novembre. Le novità dell’ esame AP Italian Language and Culture riguardano la produzione scritta e orale, ma forse le innovazioni più rilevanti sono quelle che introducono, nella parte scritta, il saggio argomentativo e la scrittura di un’email di carattere formale; spariscono le parti specificatamente grammaticali ed il tema in cui era chiesto agli studenti di svolgere un argomento culturale. La parte orale ha due tipi prove: nella prima è chiesto agli studenti di sviluppare una breve conversazione, mentre nella seconda lo studente dovrebbe parlare di un tema socio-culturale attraverso il paragone tra la realtà americana e quella italiana. Le due Professoresse, che hanno egregiamente ed esaustivamente presentato il format del nuovo esame AP, hanno immediatamente sottolineato la scomparsa della parte dell’esame dedicato alla grammatica (nel “vecchio AP Italian c’era un esercizio in cui lo studente doveva scrivere il tempo corretto del verbo e un’altra in cui si doveva completare un brano con l’articolo, l’aggettivo o l’avverbio corretto). Per questo motivo l’approccio all’esame, sia da parte dell’insegnate sia da quella degli studenti, cambia sensibilmente; la scommessa è adesso quella di insegnare la grammaticale senza insegnare la grammatica, no non è un refuso, bisognerebbe fare proprio così; infatti per scrivere il saggio argomentativo ci sono all’incirca quarantacinque minuti e gli studenti devono analizzare tre fonti: una scritta, una video e una grafica. Si capisce che questa sarà la parte che metterà dura prova, la capacità di noi insegnati di preparare adeguatamente i nostri studenti, Si dovranno cercare le fonti, assemblarle in modo coerente, architettare delle tracce e mettere gli studenti in grado di scrivere il saggio, in un periodo che dovrebbe avvicinarsi ai quarantacinque minuti dell’esame. Si deve quindi cercare d’incorporare l’insegnamento della grammatica e delle strutture linguistiche in un percorso didattico che sappia sapientemente usare materiali autentici, libri di testo, riflessione grammaticale, produzione guidata e semi guidata e verifiche. L’esame d’Italiano torna dopo una “pausa” di tre anni e gli insegnanti devono, ancora una volta, confrontarsi con un format nuovo, con le attese dell’amministrazione scolastica, con la scarsezza di risorse didattiche specifiche e con le risposte da parte degli studenti. Se da una parte ciò determina un clima di una certa urgenza, dall’altra spinge gli insegnanti a interrogarsi anche sul percorso linguistico che deve preparare e accompagnare gli studenti fino all’anno in cui seguiranno il Corso AP. Il punto sul quale sia la Professoressa Petrarca Boyle e sia la Professoressa Bartolini-Salimbeni hanno insistito è la necessità di ripensare e programmare i primi tre anni di lingua straniera secondo il modello e le linee guida del College Board per l’esame AP, in questo modo lo studente sarà proiettato verso una competenza linguistica misurabile, tangibile e spendibile non solo dal punto di vista accademico.

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